Gallipoli - Vacanze a Gallipoli nel Salento



Vacanze a Gallipoli

Gallipoli

La Perla del Salento

Salento: Gallipoli
Gallipoli è una delle città più belle e frequentate del Salento. Numerose strutture ricettive come Bed & Breakfast, Alberghi, Hotel ti aspettano per accoglierti in questa calda località dello Ionio. Le spiagge dorate ed il mare limpidissimo di Gallipoli, sono essenziali per trascorrere una vacanza nel migliore dei modi. Per gli amanti dei Locali esclusivi e Clubs, Gallipoli è senz'altro il posto giusto per divertirsi. Discoteche e Beach bar organizzano, soprattutto nella stagione estiva, numerosi eventi unici.

La città di Gallipoli si trova lungo la costa occidentale della penisola salentina, protesa sul mar Ionio, ed è divisa in due parti: il borgo (città nuova) e il centro storico. È sede vescovile dal VI secolo e dal 2015 è presidente delle Città storiche del Mediterraneo

Nel XVII secolo si diffuse a Gallipoli il Barocco e questo è testimoniato dalla presenza di numerosi edifici religiosi e civili presenti.
Caratteri fondamentali di questo movimento furono le decorazioni floreali e angeliche esagerate, stravaganti ed eccessive.
Gallipoli, insieme ad altre città salentine, per l'importanza degli edifici e le architetture religiose dell'epoca barocca, il cosiddetto Barocco leccese, è stata inserita nella Tentative Lists dell'Unesco in attesa di eventuale riconoscimento come Patrimonio dell'Umanità

La Fontana greca

Si ritiene essere la più antica fontana d'Italia in quanto fu costruita intorno al III secolo a.C.. La datazione tuttavia è dubbia. Alcuni storici dell'arte ritengono che i rilievi siano opera di maestri del XVI secolo, epoca in cui si usava ricopiare in nuove sculture antiche rappresentazioni scultoree. La facciata, che guarda a scirocco, è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono l'architrave con un ricco decoro ed è alto circa 5 m. Nei bassorilievi, ricavati da lastre di pietra dura locale, sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide. Sull'altra facciata, realizzata con la funzione di sostegno nel 1765, vi sono collocati lo stemma di Gallipoli, un'epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone. In basso è collocato l'abbeveratoio dove in passato si dissetavano gli animali.

Castello aragonese

Il Castello angioino di Gallipoli, circondato quasi completamente dal mare, sorse nel XIII secolo in epoca bizantina. Subì radicali modifiche e rifacimenti in periodo angioino e aragonese quando fu costruito un recinto a pianta poligonale fortificato da torri cilindriche. Gli interventi più significativi furono eseguiti dall'architetto senese Francesco di Giorgio Martini il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli. Nel 1522 venne costruita la cortina di levante denominata Rivellino, staccata dal perimetro della fortezza e isolata nelle acque. Nella parte superiore della torre si trovano ancora le originarie catapulte e i cannoni usati per difendere la città. L'accesso al Rivellino è consentito mediante un ponte levatoio in legno ancora esistente. Il castello possiede grandi sale con volte a botte e a crociera, vari cunicoli e camminamenti. La forma della fortezza rimase invariata sino alla seconda metà dell'Ottocento; fra il 1870 e il 1879 fu riempito il fossato e la facciata fu coperta con la costruzione del mercato ittico.

Mura

Le mura di Gallipoli furono edificate a partire dal XIV secolo e ammodernate nel Cinquecento in epoca spagnola. La città, da sempre sotto le minacce degli invasori, fu cinta da muraglie, torri e bastioni. Esistevano 12 torrioni o bastioni: Torre di San Francesco di Paola, il Fortino di San Giorgio, il Fortino di San Benedetto, il Torrione di San Guglielmo, il Forte di San Francesco d'Assisi, la Torre del Ceraro, il Baluardo di San Domenico o del Rosario, il Bastione di Santa Venerandia o di Santa Venere, la Muraglia di Scirocco, la Torre di San Luca, la Torre di Sant'Agata o delle Saponere e la Torre di San Giuseppe o della Bombarda. Alcune di queste opere furono distrutte e loro posto costruiti piazze o palazzi.

Musei

- Museo diocesano di Gallipoli, annesso alla Basilica Concattedrale di Sant'Agata
- Museo Emanuele Barba, in via Antonietta De Pace a Gallipoli
- Museo del Mare di Gallipoli che contiene la collezione di cetacei più importante della Puglia.
- Collezione "Coppola" nei locali del Comune di Gallipoli che raccoglie numerose opere del famoso pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola.

Prodotti tipici della gastronomia gallipolina:

- Zuppa di pesce alla gallipolina
- scapece: l'ingrediente principale della scapece è il pesce che viene fritto e fatto marinare tra strati di mollica di pane imbevuta con aceto e zafferano all'interno di tinozze chiamate, in dialetto gallipolino, calette. Lo zafferano dona al piatto il colore giallo che lo rende caratteristico.
- 'Mboti: tipici involtini fatti con polmone e fegato di agnello.
- Pittule (durante il periodo natalizio)
- Puccia


Il porto di Gallipoli

Di notevole importanza è il Porto di Gallipoli, risalente al 1400, che ospita il Premio Barocco.
A Gallipoli sono presenti 2 porti: uno antico nei pressi della fontana Greca e uno mercantile nella città vecchia.

Santa Cristina (23-24-25 luglio).

È una delle maggiori ricorrenze religiose e civili dell'estate gallipolina, poiché la santa è compatrona della cittadina. Le celebrazioni hanno inizio il giorno 23 luglio, con sparo di colpi a salve nella prima mattinata e con la banda itinerante. Nel tardo pomeriggio si svolge, prima per mare a bordo di pescherecci, e poi a terra per le vie della città, la processione religiosa della statua della santa. Il giorno successivo c'è il tradizionale concerto bandistico all'interno di un teatro e, alla sera, uno spettacolo pirotecnico nel porto della città. Tale spettacolo viene ripetuto anche il terzo giorno di festività. Durante tutta la durata dei festeggiamenti vi è un tradizionale mercato serale nel corso principale di Gallipoli che, per l'occasione, viene addobbato con luminarie per tutta la sua estensione.

La cuccagna a mare:

trattasi di un'antichissima tradizione popolare gallipolina che consiste nel sistemare sulla banchina del porto un palo di legno in posizione orizzontale parallelo al mare con un leggero angolo verso l'alto. Il palo è interamente ricoperto di grasso e sull'estremità è fissata un'asticella con una bandiera tricolore. Lo scopo del gioco è riuscire ad afferrare la bandiera superando le difficoltà dovute all'inclinazione e al grasso che rende il palo scivoloso. Il mare attenua le cadute dei partecipanti spesso rovinose. Le origini del gioco sono immemorabili e con ogni probabilità l'albero della cuccagna simula, in realtà, l'albero di bompresso, una delle parti costitutive dei velieri, dimostrando la storica vocazione marinara della città. La manifestazione si svolge il 24 luglio in onore dei festeggiamenti di Santa Cristina.



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